mercoledì, ottobre 28

Warsaw

Ultimamente amo scrivere nei paragrafi puntati. Sicchè anche Varsavia finisce in un elenco.
P.s.: chi cerca informazioni sulla gnocca a Varsavia ha sbagliato posto. C'è, ma qui non se ne parla.
  • Momento culturale. Varsavia si è rivelato un bel mini trip. Della città non posso dire molto perchè non mi sono documentato nè prima, nè mentre ero lì. La storia e la geografia della Polonia restano un mistero. Ma non è stato difficile comprendere che polacchi e russi si odiano visceralmente, a livelli razzisti, e che la Polonia e l'Ucraina sono gioco forza vicine, perchè prima figuravano come una sola nazione. La mia opinione della città è comunque un'opinione positiva. Ciò è dovuto al fatto che non ho visto altre città polacche nè tantomeno ho visto zone malfamate o nel degrado della stessa Varsavia. Ho girato sempre e solo per il centro. Avevamo tutto a pochi passi dal nostro bell'appartamento in una delle strade più lussuose della city. E' una città molto calma, forse troppo. Il connubio calma-freddo certamente non rende l'atmosfera molto allegra. Anzi se sei a corto di compagnie positive, mette davvero malinconia. L'ho vissuta camminando per le strade, conoscendo gente, o meglio, conoscendo ragazze del posto. Non c'è tantissimo da vedere, ma quel poco che poteva essere visto è stato ignorato. Nella città vecchia, nonostante fosse a soli dieci minuti di distanza non siamo mai andati. Siamo passati invece più volte lungo il palazzo della scienza e della cultura che di notte è illuminato da fasci di luce e si nota anche a grande distanza. La zona universitaria è abbastanza movimentata e anche la Vistola che taglia la città è un bello spettacolo.
  • Gli Antonio. Qualche giorno prima di partire ero un tantino perplesso sulla meta ed anche su questa compagnia inedita, che dire che era composta da tre napoletani, di nome Antonio, è già tutto dire. I dubbi comunque sono spariti presto, il trio ha superato di gran lunga le aspettative.
  • Polish people. Gli uomini sono molto rozzi. Per loro è normale passarti accanto ma non spostarsi, darti una spallata e filar via dritto senza nemmeno voltarsi a chiedere scusa. Sono molto freddi e materiali. E se le suonano senza pensarci due volte. Per le ragazze invece è un luogo comune pensare che siano tutte molto  belle. Al di là delle conoscenze fatte, alcune ti lasciano davvero senza fiato, altre, come dico io, sono "uscite difettate". Tutte hanno tratti molto simili, occhi chiari, zigomi alti, capelli biondi, fronte spaziosa e conseguente frangia. Ma non tutte sono confezionate allo stesso modo. Non ci sono vie di mezzo, o belle o brutte. Sono rimasto stupito però dalla loro cordialità e dall'ospitalità soprattutto, anche se la tipica freddezza dell'est viene comunque a galla prima o poi.
  • La notte. La notte non è lunghissima a Varsavia. I locali chiudono intorno alle quattro quasi tutti, ma siamo riusciti a tirare comunque fino alle sei, non chiedetemi dove. Il Paparazzi è un cocktail bar davvero riuscito ed è il locale che ricordo con particolare piacere. Ci si passa il preserata e si possono fare molte conoscenze, data la musica non assordante e dei cocktail davvero eccezionali. Tra le varie disco c'è l'Enklawa accanto, molto elegante, l'Opera e l'Organza invece molto "all'italiana". Il Delirium invece è meno esclusivo ed elegante degli altri ma vi si incontra gente più alla mano ed è sempre strapieno. Questi sono quelli che ricordo.
  • La mia vacanza. Dormite mattutine, pranzo e appuntamenti vari. Non è difficile conoscere gente. Ovviamente l'inglese è la lingua ufficiosa del paese, ma molte parlano anche lo spagnolo. Gran parte del tempo l'ho passato in compagnia di Meg (ma potrei chiamarla anche con altri trecento nomignoli diversi, data l'usanza del posto) e delle sue amiche. Tra party, disco e cene abbiamo passato dei bei momenti. Abbiamo scambiato i loro piatti tipici, il loro stile di vita, la loro cultura con la nostra. Il nostro modo di vivere la vita è stato definito in maniera giocosa "terribile". Ma è un terribile che tanto piace ed affascina.
  • Considerazioni. Ci tornerei? Sì, non mi dispiacerebbe. A dire il vero, ci hanno consigliato per un altro eventuale viaggio, Cracovia. Dicono che sia molto più giovanile. Per quanto riguarda le foto, ne avrei postate volentieri altre. Il problema è che non sono state scattate foto, queste arrivano direttamente dalla Polonia!

domenica, ottobre 4

Cinematografo #7

E io pensai a quella vecchia barzelletta sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: dottore mio fratello è pazzo. Crede di essere una gallina.
E il dottore gli dice: perché non lo interna?
E quello risponde: e poi a me le uova chi me le fa?
Beh credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna.
E cioè che sono assolutamente irrazionali. E… e pazzi, e assurdi.
Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.

domenica, settembre 27

Question time

Capelli lunghi, capelli corti. This is the question.

0

Tu che passi di qui che ne pensi?
Cioè, io ho già deciso. xD

lunedì, settembre 21

Cinematografo #6


Come mai sei triste?
Beh, sono in bancarotta spirituale, sono vuoto.
Cosa vuol dire?
Sono spaventato, io non ho anima. Lo sai che vuol dire?
Io… mettiamola così, da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot.



mercoledì, settembre 9

About Sex and the City

Domanda n° 1 : Perchè dopo sei stagioni dannatamente perfette è stato scelto un finale che dire orrendo è poco ?

Domanda n°2 : Dov'è la mia Carrie Bradshaw ?


Domanda n°3 : Ma questa qui quanto è bella ?

venerdì, settembre 4

Pagine #4

Noi, ragazzi italiani di Saint Tropez, dovevamo lottare contro gli straricchi per piacere, per conquistare. Io non avevo la Ferrari o la Rolls Royce e nemmeno lo yatch da trenta metri, me la giocavo tutta con la mia faccia e quella era la sfida più eccitante. Gunter Sachs, ex marito di Brigitte, play boy e miliardario, atterrava dal suo elicottero vestito da Dracula, lanciava tonnellate di rose rosse, entrava nel porto con il suo Acquarama sparando candelotti fumogeni.
Io ballavo il flamenco sul tavolo prendendo a calci i bicchieri. Piedi nudi, jeans, capelli al vento e via. Vaffanculo.
Eravamo velenosi, inconfondibili, con i nostri cinturoni di pelle dalla grande fibbia, le catene a maglia larga appese al collo con infilati i ciondoli e gli anelli regalo di amanti speciali, i capelli lunghi, il pullover di cachemire appiccicato alla pelle, i basettoni sotto l'orecchio.
Allora mi fasciavo la fronte con un foulard perché mi piaceva la parte del pirata, ed era quella la mia divisa, con i jeans e una maglietta.
Io, con Franco Rapetti detto "il principe", Rodolfo Parisi, ricchissimo tenebroso e Beppe che aveva appena intrecciato una love story con la vedova di Porfirio Rubirosa, Odile Rodin.
I quattro moschettieri, scriveranno i giornali, i
padroni delle notti a Saint Tropez.

mercoledì, settembre 2

Decisioni

Da grande farò il gigolò.
Come secondo lavoro, s'intende.
Il primo? Essere un
Dandy.

sabato, agosto 29

Appunti di un'estate che...

.. vorrei finisse in questo momento!
  • La summer 2009 è durata pochissimo. E' cominciata tardi, verso il venti di luglio ed è finita presto, all'incirca il dieci di agosto. Causa? I maledetti esami di settembre. Quest'anno (e beh, capita) l'ho sacrificata per lo studio. Sperando che sia la prima e l'ultima a dover essere sacrificata e che alla fine questo sacrifcio sia servito a qualcosa.
  • Consiglio per tutti gli studenti: studiare in agosto non è impossibile. E' peggio.
  • Sarà l'estate che verrà ricordata come l'estate degli addii. Ibra è stato il primo tuffo al cuore e quello più sentito. Qualcuno può obiettare, dato che ho postato già sul tema. Ma chi mi conosce sa che non si tratta di un rapporto giocatore-tifoso. Era più di molte persone, messe assieme ed addizionate algebricamente. Era straordinarietà, era attesa, era un sorriso strappato. Ah, perduto amor. Poi c'è stata la rottura con Emme. Un rapporto molto complicato, dove non ho ancora capito chi fosse tra i due ad avere più colpe. Alla fine è stato risolto con un allontanarsi definitivo, invece del solito gioco a molla, allontanarsi e riavvicinarsi. Certo, il "chissà", il dubbio, resteranno sempre, come in tutte le decisioni. Ma ho pensato che questa fosse la soluzione meno sbagliata. E poi ancora c'è stata Vi. Dopo tre anni di cose non dette, altre date per certe, bugie, verità intime, sorrisi e incazzature, improvvisamente è sparito tutto. Spariti tre anni in poco più di una serata. Da rifletterci.
  • L'estate più concentrata. Già. Una decina di giorni in cui l'obbligo era sfruttare al massimo il tempo. A mare, in giro a non far niente, a ballare. I due giorni migliori sono stati quelli trascorsi in una villa in campagna, con tanto di piscina. Non ha bisogno di ulteriori descrizioni.
  • Ho imparato a portare la moto e ne ho posseduta una per circa dieci giorni. E' divertente, è emozionante, puoi spararti la posa. Da prendere in considerazione per il futuro.
  • L'eterno dilemma amore-amicizia. Sembra che convivano a stento. Dove finisce lo spazio riservato all'amore, alla nuova arrivata, a colei che ti fa sembrare ogni giorno sempre più rincretinito, per far posto agli amici di sempre? Personalmente, non che me ne importi molto. Non mi trovo io ad affrontare questa situazione. Ma è una cosa di cui vorrei venire a capo.
  • Ho lasciato carta bianca al mio amico di vacanze per ottobre. Il che tradotto significa: dimenticherò presto questa estate di merda!
  • Finalmente sono riuscito a scrivere qualcosa.
  • Questo blog è troppo simile al vecchio. Un segnale di chiusura imminente o di una vita che non è cambiata?

sabato, agosto 22

I'm walking away

Che tu possa avere sempre il vento in poppa,
che il sole ti risplenda in viso
e che il vento del destino ti porti in alto,
a danzare con le stelle.
Con dedica a me medesimo.

martedì, luglio 28

Ciao Zlatan

Un altro 1% delle cose che amo va via per sempre. Ciao Genio.



giovedì, luglio 23

Pagine #3


Un periodo in cui la vita mi sembrava più di subirla che di viverla, in un periodo in cui mi sentivo ovattato, sospeso, e per nulla coinvolto, come se la vita fosse là fuori e io la vedessi da dietro una finestra. Anestetizzato. Si dice che quella sensazione sia uno degli ultimi momenti in cui la coscienza si fa sentire, prima di spegnersi definitivamente in una monotonia, in una quotidianità, priva di emozioni.

mercoledì, giugno 24

Cinematografo #5

Sui treni tutti gli scompartimenti puzzano vagamente di merda. Col tempo non lo senti più. E’ molto duro doverlo confessare. Sa quanto ci ho messo per arrivarci? Un sacco di tempo.
Quando morirà rimpiangerà tutte le cose che ora non fa. Lei crede di essere frocio. Sa cosa le dico? Siamo tutti froci. Lei crede di essere un ladro? Chi se ne frega. Se ha il problema di una moralità piccolo borghese, se ne liberi, via, l’allontani!
Fa le corna a sua moglie? E allora? Niente rimorsi. Si scopa le ragazzine? Segnale che lei piace! C’è una morale assoluta, eh? Forse. E che cosa cambia!
Se lei crede che c’è allora l’abbracci fino in fondo.
I cattivi vanno all’inferno? Io non ci credo. Lei ci crede? Agisca da credente. L’inferno è qui sulla terra? Sì. E io non ci voglio stare. Questo penso.

martedì, giugno 16

Speciale


Lei pensa che è solo paura
se a volte dal niente io metto le mura
Per lei, io riesco a esser grande
anche quando mi perdo tra le mie domande
Per lei son speciale io
e non me ne ero mai accorto io
Io che non so mai se è amore,
o soltanto un altro errore
però lei è fantastica così
E non gliene frega niente, anche se sa perfettamente
che io non sarò mai un santo o giù di lì
E poi mi sa dire di sì, anche se dico così
Lo sai che non lo so, se ti amo o no
ma che se ci stai ci sto, perché ti voglio bene un po'

martedì, giugno 2

Lost

Chissà perchè di questo blog mi ricordo solo quando le cose non vanno bene e questa probabilmente sarà una delle ragioni per cui gli interventi sono tutti dello stesso genere.
C'è da dire anche che se avessi più voglia di scrivere, pubblicherei non dico un post al giorno, ma quasi. Il fatto è che il mio cervello viaggia da un capo all'altro senza fili, in modo sconnesso. Da una decisione all'altra, da un pensiero ad una sciocchezza, tutto avviene secondo la logica della casualità pura; che andrebbe pure bene, se non fosse che si tratta di un cervello. E questo mi deconcentra e allo stesso tempo mi mette ansia perchè non studio in modo adeguato per gli esami che si avvicinano velocemente.
Fine post.

P.s.: Mi sono deconcentrato, scusate, sono stato attratto dal volo Af 447. Ho sperato fino all'ultimo che non fosse rintracciato. Che bello, avere un Lost reale.

martedì, maggio 12

Letargo

L'aprile di merda tarda a passare. Lo so che siamo al 12 maggio, ma per me è ancora aprile. Perchè non riesco a scuotermi da questo torpore che mi imprigiona corpo e anima, perchè gli esami sono andati male, perchè me ne sto qui nel mio immobilismo, perchè aspetto, come sempre. Perchè sono sempre nervoso, perchè il mio fisico non sta bene, perchè non riesco a concentrarmi mai, nemmeno per scrivere. Rimando un nuovo post a giorni migliori.


venerdì, aprile 17

Madrid

"Madrid è un luogo strano. Non credo che piaccia la prima volta che ci si va. Non ha nulla di quello che ci si può aspettare dalla Spagna. È moderna più che pittoresca, senza costumi, praticamente senza cappelli di Cordoba, eccetto sulle teste degli imbroglioni, senza castagnette e senza mistificazioni disgustose come le caverne degli zingari a Granada. Non c'è in città nessun sito di color locale per i turisti. E pure, a conoscerla, è la città più spagnuola di tutte, la migliore, in cui vivere, la gente più simpatica, il clima più bello in qualunque mese dell'anno e, mentre le altre grandi città simboleggiano tutte la provincia in cui si trovano, sono in sostanza andaluse, catalane, basche, aragonesi, e comunque provinciali, soltanto Madrid può darvi l'essenza."

Una citazione di Hemingway che calza a pennello per chi, come me, ha visitato già altri luoghi della terra spagnola. Madrid è una città che rasenta la perfezione. Manca il mare e questo non la rende una città perfetta. E soprattutto, sarà stata sfortuna, il tempo non è stato dei migliori. Per uno che soffre maledettamente il freddo, significa. Il sole, le nuvole, la pioggia, vanno e vengono rapidamente. Si alterna il calore del sole sul maglioncino al vento tagliente che penetra la giacca e lascia le labbra screpolate.
E' una sorta di giustificazione per rendere Madrid imperfetta, ecco.
E' diversa dalle altre grandi città spagnole in cui sono stato. Madrid è bellezza, è storia. Madrid significa tranquillità. Io una metropoli tranquilla non l'avevo ancora vista. Non c'è caos urbano, il verde la contorna e si insena tra monumenti e palazzi antichi; e soprattutto è tranquilla perchè le migliaia di persone che si spostano contemporaneamente, ad ogni ora del giorno, che sia col bus, col taxi o con una invidiabile metropolitana, lo fanno civilmente.

E' bella Madrid. E fin quando è possibile è bella esplorarla camminando.

Si parte dal km 0 a Porta del Sol, il fulcro della città, l'arrivo e la partenza di tutte le strade. Salire verso Plaza Major e godersi il sole, gli artisti, la scolaresca seduta a dipingere una facciata di uno dei palazzi che contorna la piazza. Guardare le vetrine, cercare le differenze con i negozi italiani; guardare le persone, le loro abitudini giornaliere, le loro usanze quotidiane. Capire come, nello stesso momento, migliaia di persone vivano la loro vita in maniera diversa; chi torna a casa dopo una giornata di lavoro, chi vive Madrid da turista, chi aspetta semplicemente l'amica per un giro tra i negozi. Ed io rimango incantato ancor più nell'osservare loro che i monumenti. In una grande metropoli tutti sono nessuno, è difficile accorgersi che qualcuno ti stia osservando. Loro son tutti diversi. In un ambiente cosmopolita non esistono personaggi in serie: ognuno ha uno stile, ognuno si distingue. Incantarsi poi davanti alle chicas madrilene è questione di attimi. Niente a che vedere con l'altezzosità e l'acidità delle catalane. Stilose e mai volgari. Vestono con abbinamenti semplici e si truccano poco. Il termine "guapa" è azzeccatissimo per loro.
Quando è troppo freddo per gironzolare tra i vari barrios della città c'è sempre un posto dove rifugiarti a bere o mangiare qualcosa. McDonald's e Burger King a parte, sono entrato finalmente in uno Starbuck's. Ce ne sono diversi disseminati per la città, piu di uno solo sulla Gran Vìa. Niente a che vedere con il nostro caffè ovviamente, ma l'ambiente diverso rende meno forte il paragone con l'espresso italiano. Stare lì a chiacchierare sorseggiando dal bicchierone bianco seduti sui divanetti, con coppie gay che tranquillamente leggono il giornale abbracciati, chicas che si divertono e divertono per i loro modi di fare e persone appena uscite da lavoro, mentre fuori quasi nevica nonostante sia fine marzo, è un qualcosa che non capita dovunque. Se invece del dolce poi preferisci il salato niente di meglio che "tomar una cana" (prendere una birra) servita con tapas, sorta di antipasti di qualsiasi sorta. Gli odori dei cibi per le strade si mescolano e con la stessa velocità con la quale ti mettono l'acquolina son capaci di darti la nausea una volta mangiato.
Non si può andare a Madrid e non mangiare carne o un delizioso Jamon (il prosciutto), accompagnata ovviamente da una cerveza fredda o sangria.
Anche quando cala il sole Madrid rimane ordinata, ha la sua precisione, i suoi orari. Il curdo che ci
prepara il kebab nella mattinata prima di ritirarci ci spiega che Madrid vive di notte dal giovedì al sabato; dalla domenica al mercoledi vagano pochissime anime per le strade. Ed in effetti è proprio così. La movida madrilena si concentra tutta nei restanti giorni. Anche in questo Madrid si differenzia: la vita notturna non si concentra esclusivamente in determinate strade o in un solo quartiere. Puoi decidere ciò che più ti si addice e muoverti di conseguenza: recarti nei localini e nelle discoteche dei "Pijos", gli immancabili quanto invidiati fighetti; spostarti verso Chueca, quartiere dove tutto è permesso, dove si mischiano personaggi loschi, gay, transgreder e quanto di più strambo possa apparire in qualnque altro posto; puoi spostarti intorno a Sol, centro della città oppure ancora verso Plaza Santa Ana, affollata e piena di baretti e cervecerie.
Ciò che più sorprende è il fenomeno che si verifica nella mattinata: le persone trasformano letteralmente in piasciatoio l'intera città. Non importa dove, non importa che ci sia qualcuno. E' diritto di tutti fermarsi è liberarsi tranquillamente della birra affittata due ore prima.
Certo parlare di Madrid è semplice, si potrebbe argomentare per ore su ogni singolo aspetto della città. Ma è cosa ben diversa dal viverla. Talmente diversa al punto da spingermi a ritenerla la città giusta, dove potersi fermare per sempre. In fondo questo viaggio con gli amici di sempre, quelli del liceo, mi ha dato la conferma di quello che già da un pò di tempo portavo dentro. Non c'è qualcosa per cui valga la pena tornare, non c'è qualcosa per cui non valga la pena vivere ed esplorare il mondo e goderselo per quanto è possibile.


P.s.: L'intervento su Madrid ho cominciato a scriverlo appena tornato, agli inizi di aprile, ma ho aspettato le foto per pubblicarlo. Qualcosa è stato già dimenticato, qualcosa, ora che scrivevo il finale, non è stato espresso nel migliore dei modi.

lunedì, aprile 13

Cinematografo #4

Non ti interessa vivere o morire?
Mi interessa perchè sono vivo, non può interessarmi da morto.
Non cominciamo con la filosofia.
Sei contro la filosofia bastardo?
Sarebbe una tragedia per il mondo perdere tanta sapienza. Fa niente, non parlare. Lascia che mi immerga nel tuo subconscio.
Per te l’unica verità che conta è quella che può essere misurata. Le buone intenzioni non valgono niente, quello che hai nel cuore ancora meno. Amare non serve. Ma la vita di un uomo non può essere misurata dalla quantità delle lacrime che vengono versate quando muore. Perché non le puoi misurare. Ma il fatto che non puoi misurarle non significa che gli altri non piangano.

Anche questo non ha alcun senso.
Forse mi sbaglio ma sei un uomo infelice. Credi davvero che lo scopo della tua vita fosse sacrificarti senza avere niente in cambio?
No... tu sei convinto che nulla abbia uno scopo, anche le vite che salvi. Quindi persino le cose buone che fai nella vita, le spogli di ogni significato. Tu sei un infelice cronico. Non capisco perché ci tieni a vivere.

domenica, marzo 22

Oh Capitano, mio Capitano

634 presenze con la maglia neroazzurra sul cuore.
14 anni di serietà, professionalità ed umiltà.
Una vita a testa alta.

Grazie Capitano.

lunedì, marzo 16

Forse un sogno che è rimasto là dov'è






Fore Margellina
je te voglio vasà,
ca gent ca' ce vere,
è chiù doce o' sapore.
Tu ca' sì a vita mia
e io nun te lasse maje...
Staser si chiù bell,
cu' st'uocchie tuoje azzurre
comm o' mare mi'...

giovedì, marzo 5

Male dentro

Inventerai che non hai tempo
Inventerai che tutto è spento
Inventerai che ora ti ami un po' di più
Inventerai che ora sei forte
E chiuderai tutte le porte
Ridendo troverai una scusa
Una in più..




Quando provi a guardare oltre ma c'è solo il riflesso di un vetro.